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sabato 28 agosto 2010

"Pensierini" (come alle elementari)

I miei genitori non sono delle cime.
Non sono diplomati, tanto meno laureati.

Non hanno una cultura accademica.
Non sono alti e belli e giovani, fin dalle elementari son sempre stata l'unica (o quasi) che veniva prelevata da una mamma che si avviava verso i cinquanta.
Non sono dediti alla vita sociale.
Non sono ordinati.
Non mi hanno fatto crescere in maniera equilibrata.
Non sono il massimo della genitorialità.

Però.

Non mi hanno dirottato al Creatore nonostante non navigassero (e non navighino tuttora) nell'oro.
Non si sono separati nonostante tutti i casini.
Anche se in maniera leggermente goffa, si preoccupano della mia salute psicofisica.
In particolare, il father capisce sempre quando non sono il massimo della non-tristezza.
E capisce il motivo.
Poi sono contenti se io condivido qualcosa.
Se amo qualcuno.


Basta così.

mercoledì 25 agosto 2010

Philip K. Dick (la K. per cosa sta?)

L'esistenza di Philip Dick l'ho scoperta grazie al mio M. (lo chiamerò così, anzi, inventerò un nome di fantasia, come fanno nei servizi di cronaca: Marco), che, siccome è una persona acculturata e di mente aperta, è riuscito a far sì che io potessi apprezzare qualcosa che apprezza anche lui, senza partire prevenuta come mio solito.

E gli elementi che si stanno introducendo nel mio modestissimo bagaglio cuRturale (diciamo un trolley, ché 'bagaglio' dà troppo l'idea di grandi dimensioni), nel mio trolley cuRturale, dunque, sono:

e .

Ora, io non garantisco niente, nel senso che non garantisco di farmi tutti i libri e tutti gli àrbumi, però per adesso Dick si lascia leggere, anche se io sono diventata piuttosto pigra anche nella lettura, e quindi non mi divoro più i libri come un tempo.

Non diventerò mai una persona acculturata come lui e come voi, miei piccoli lettori, perché tutta la mia cuRtura è finita con la Maturità, e forse ero convinta che il fatto di fare una facoltà scientifica dovesse portarmi a tagliare i ponti con tutto ciò che era stato il liceo Classico,
e forse ho smesso di leggere perché volevo confinare gli stimoli mentali a quel quinquennio felice.
Anzi, molto probabilmente è così.

domenica 22 agosto 2010

Love is my therapy

Da quando sto smettendo con la paroxetina (il che non è così immediato, perché devo fare i conti con irritabilità e sintomi da sospensione, tipo le dannate scosse alla testa e quella sensazione di sbalzo di pressione),
da quando dunque il supporto farmacologico per l'ansia è diminuito, mi sembra di acquisire la consapevolezza che i farmaci non possono essere tutto, nella vita, e che non si può e non si deve campare di essi.
Nella vita c'è di tutto,
c'è la paura, c'è l'ansia, c'è l'umore basso, c'è a volte quella sensazione che il mondo ti crolli addosso, anche per delle cazzate.
Ma sono cose che non devono ostacolare le attività della persona né devono far sì che eviti di fare qualcosa per paura.

Nell'ultimo mese ho fatto delle cose che in altre condizioni non avrei fatto.
Ho fatto un viaggio in treno discretamente lungo per raggiungere my Love ai piedi del Monte Bianco.. Ho attraversato mezza Svizzera, ho dovuto interagire in lingua straniera per poter ottenere ciò di cui avevo bisogno,
non sono stata colta da ansie, sono stata razionale, ho fatto un viaggio in treno con tutta gente straniera, ho attraversato Ginevra in taxi per raggiungere una stazioncina da cui partire per la Savoia, ho dovuto chiedere aiuto perché non sapevo dove rimediare un biglietto (ovviamente in English, mica in francese...je ne parle pas français)...
E così ho raggiunto my Love, con cui ho passato dei giorni incantevoli.

La soluzione all'ansia costante e invivibile è...
amare, essere amati,
cercare di dedicarsi allo studio, in vista di un progetto per il futuro (progetto che ho),
valorizzarsi, fare un minimo di attività fisica...
ma soprattutto essere amati.

Non ricordo bene come fossi e come stessi una decina di mesi fa, prima dell'inizio della terapia...
Però sicuramente sono una persona migliore, pur con tanti difettacci (tipo irascibilità estrema).

sabato 21 agosto 2010

Che noia, che barba

Ammettiamolo: Blogger è di una noia mostruosa.
Nella giornata di oggi (cioè, di jeri) ho cliccato innumerevoli volte la scritta "Blog successivo" o roba del genere, ma...mai che abbia trovato un blog che si rivelasse in qualche modo piacevole e leggero, spiritoso. Mai!

Ho trovato blog ammerigani, con le solite coppiette felici e sorridenti che dedicano il blog ai propri figlioletti,
ho trovato blog sudammerigani, più difficili da definire perché non conosco la lengua :p,
ho trovato blog di ragazzette discinte fanatiche delle cose fashion (o presunte tali)...
e pensavo "I blogger italici sicuramente sono meno patetici"...e invece no!
Sono tutti quanti seriosi e barbosi, si danno delle arie,
c'è gente che su un blog ci si fa un'intera galleria d'arte, tutta roba che non verrà vista mai. Almeno, non da me.
Ma dove sono finiti i blogger spiritosi e demenziali? Quelli che raccontano la propria quotidianità, le proprie bischerate senza credersi dei grandi artisti (come Neil-il-grande-artista) o dei poeti eccelsi?
A parte i blog di donzelle dedite agli hobby perlinosi, non ho proprio trovato niente di interessante.
Ho trovato un mucchio di blog religiosi o pseudofilosofici. Uhmmarò.
Chi mai li leggerà? Perché mai dovrebbe farlo?
Forse sono limitata mentalmente, chissà. Forse non posso capire. Come Dante in Paradiso.

Su Splinder, almeno, c'era gente più alla mano che si atteggiava di meno.
Qui sono tutti ingessati e ufficialoni.
Ma non tornerò su Splinder, no.
Devo trovare qualche blogger affine, prima del 2012.

venerdì 20 agosto 2010

Akea

Andiedi oggi all'Ikea, quel posto dove tutto è di cartone, o al massimo di truciolare, quel posto dove tutto è piccolo, angusto, con le luci basse, con i letti che sembrano troppo corti.
Ero convinta che non ci sarebbe stata molta gente, invece c'era il mondo.
Ho riscoperto, leggerissimamente, il fastidio nei confronti del prossimo.
Ma credo di aver capito che il fastidio o meno nei confronti del prossimo dipenda dal mio stato d'animo, da come mi sento in un dato momento.
Per il lettore mediuo saranno ovvietà, per me invece no.

Ho visto coppie.
Tante coppie.

Coppie in cui l'elemento femminile è spesso petulante e tartassa il povero elemento maschile.
"Ma è bianco?"
"Certo che l'è bianco"
"Ma sei sicuro che un sia celeste? Secondo me è celeste"
"L'è bianco, madonna, c'è scritto sopra!"
"Aprilo e guarda se è bianco"

Coppie con bambini urlanti.
Coppie tutte arruffate e scarmigliate.

Mi hanno fatto un senso strano.
Ho pensato "Cavolo, non voglio essere anch'io parte di una coppia arruffata e petulante all'Ikea".

martedì 17 agosto 2010

C'è del pollo nel frigo, se hai fame. Addio.

No, cioè.
Una si assenta tre giorni e quando torna sul blog vede che la coinquilina di blog ha fatto le valigie e se l'è filata.
Come una moglie che lascia il marito di punto in bianco.
"Tesoro! Sono a casa! Ehm...tesoro? Tesoro?"
e non trova nessuno.

Vabbè, lasciamo stare.
Adesso 'sto blog è tutto mio.
Io faccio la pionera da sempre: mi piace sperimentare piattaforme nuove, e se rischio di perdere lettori chissene. Per ogni lettore perso ne troverò un altro. E' solo questione di tempo.
E se un vecchio lettore è troppo pigro per volersi creare un account sulla nuova piattaforma per commentarmi, significa che di quello che scrivo non è che gliene freghi poi molto.

Amen.

venerdì 13 agosto 2010

Ciù blogger is megl che uan

Sono dell'idea che partecipare a un blog condiviso non sia malaccio.
Non tanto per me, quanto per i poveri cristi che capitano su queste pagine.

Statisticamente, i lettori che leggono le nostre bischerate sono al 90% lettori dell'antico blog di Franz.
Poi èvvi un 6% di lettori che capitano qui dal Nulla,
un 3% che proviene dalla mia bacheca su FB,
e un 1% che mi legge perché pagato.
Ok, non è pagato, ma sicuramente è di parte e mi legge perché più o meno scrivo le stesse cose semiserie che scrivevo sul forum dove ci siam conosciuti (forum che ora ho abbandonato e spero che venga preso d'assalto dagli hacker).

Insomma, per tornare al discorso iniziale,
un blog a quattro mani offre più varietà.

Il lettore abituale arriva qui e pensa "Uff, un altro post di Mata Haro...un'inutile logorrata in cui per metà parlerà di psicofarmaci e per l'altra metà del suo Ragazzo. Vabbè, meno male che ci sono anche i post di Franz :3 "
Un po' come quando uno guarda Zelig (sempre che esista gente che guarda ancora Zelig): cambia canale quando vede che c'è lo pseudocomico che non lo fa ridere nemmeno se gli spara gas esilarante,
poi, quando vede che sul palco c'è il suo comico preferito, ritorna a guardare il programma.

Diciamo dunque che questo blog è un varietà.
Un contenitore.

E la mia gatta è una vecchia bavosa.

giovedì 12 agosto 2010

Alti e bassi e alti e alti

Oggi sono uscita di casa dopo sette giorni di isolamento.
Ero in condizioni pietose, con i capelli che se li strizzavi ci riempivi una bottiglia d'olio e la barba di sette giorni.
Per non parlare di occhiaie catastrofiche e terribili cicatrici sul viso.
L'umore non era dei migliori: sfido chiunque a essere vispo e felice dopo sette giorni di segregazione in casa mia.
Infatti mi giravano abbastanza le scatole.
Per non dire che scleravo.

Mi aspettava una bella seduta dalla Psic, e allora mi son dovuta sistemare per riacquisire una parvenza umana.

Talmente umana che l'autista del bus addirittura mi ha salutato [ho visto autisti fare i veri e propri scemi completi con ragazzine dalle lunghe ciglia di cui avrebbero potuto essere i padri]
e una guardia giurata di indiscutibile finezza, quando gli son passata accanto, mi ha squadrato e mi ha detto "Bella.." con dubbia aria da pleibòi.
Non mi son nemmeno girata e ho continuato a camminare per i cassi miei, temendo un po' che si arrabbiasse perché ero rimasta impassibile e mi corresse dietro col collega per picchiarmi.
Cioè, una che je deve di' a 'sta gente?
"Grazie, ma temo che Le servano un paio di fondi di bottiglia alla Filini"
"Grazie, Lei invece è inguardabile"
Oppure
"Ehi, bbbello, ti aspetto stasera a casa mia", con fare ammiccante e fondoschiena ondeggiante.

Ma passiamo oltre.

La mia Psic l'ho dovuta buttar giù dall'amaca per darmi un'oretta di udienza.
Infatti era in vacanza.
Le ho raccontato tutte le mie peripezàie degli ultimi giorni, dal mio ritorno alla vita da incensurata, al mio romantico soggiorno là, sui monti con Annette,
al fastidioso effetto indesiderato cui ormai avevo dichiarato guerra.

E, miracolo!, ha detto che O si cambiava molecola - ma al 99% avrei avuto lo stesso effetto indesiderato che mi affliggeva;
O si cambiava famiglia di molecole, ma quelle menzionate erano più degli antideprexivi, mentre io ho bisogno di roba per l'ansia (ehi ehi ehi! ho sempre creduto di essere depressa, e ora scopro che non lo sono!);
O si sospendeva la paroxetàina, tenendo solo le goccioline di altro farmaco per l'ansia.
Non credevo alle mie orecchie.
Sospendere la paroxetaina!
Yu-huuuu!!
Abbiamo dunque riveduto e corretto la terapia e vedremo come andrà.

Temevo altresì, in questi ultimi giorni,
di dovermi recare, questo uicchènd, all'Annuale Visita-ai-parenti-semisconosciuti in Terra Virgiliana,
che si tiene ogni anno a Ferragosto, a cui debbo partecipare per forza (molto fantozzianamente), e da cui torno sempre col morale sotto gli pneumatici.
Per l'appunto la parte sana di mente degli avventori del forum dove ho conosciuto il mio Ragazzo,
avrebbi organizzato una gita per questo stesso fine settimana, cosa potenzialmente più allettante di un desolato tour di parenti che pensano sempre che io sia mia sorella maggiore (perché la mia esistenza non la contemplano).

La Psic era dell'idea che, a 24 anni suonati, potendo scegliere fra due giorni di mutismo coi parenti e due giorni di pucciosità con colui che mi sopporta,
io non potessi esimermi dallo scegliere la seconda opzione.
Ma temevo che mio padre mi scannasse.
Inoltre, i nostri gattucci resterebbero DUE GIORNI (48 ore!) senza esseri dotati di pollice opponibile e capaci di aprire una scatoletta di Gourmet (ebbene sì: i miei gatti mangiano solo Gourmet al pesce dell'oceano... e si sente!! - certe fiatate..).
Beh, pazienza.
Tanto, anche se stessero con me, non mangerebbero ugualmente.
L'importante è che non si scannino fra di loro e che il Gattobianco non cada in depressione per l'assenza del Father (il suo umano preferito).

Ho dunque detto ai miei che avevo in programma questa gita,
e loro hanno accolto la notizia con aria serafica.

Sì, poi GIURO che mi metto sotto a studiare!!

Ma ora datemi questi due giorni con il mio Puccy :3
(di cui abbiamo svariate diapositive, ma che non posterò perché non voglio donnette sbavanti su questo Blog)

mercoledì 11 agosto 2010

La casa vuota, i gatti & moi

Stamani, come avrete evinto dal post precedente, sono stata mattiniera. Avrò dormito...quanto? quattro ore? quattro ore.
Ho resistito all'idea di riprovare a dormire, conscia del fatto che poi mi sarei svegliata ad orario improponibile e col mal di testa.
Alzarsi presto, in agosto, con i miei che si son tolti dalle balle (torneranno a pranzo, ma tant'è), e ritrovarsi nella casa vuota, col silenzio dentro e fuori (stranamente i vicini non emettono ancora il loro consueto casino), con i gatti che mi filano il giusto, sempre silenti (a parte il Gattobianco che si mette a miagolare davanti alla porta a mezzogiorno...ho il gatto che segna l'ora, come Kant)..
Si sta benissimo.

Non vedo l'ora di levarmi dalle palle,
di avere foss'anche un buco, uno scantinato, una soffitta, un garage, un sottoscala tutto mio dove non avere rotture di coglioni.
Saremmo solo io
e la muffa.