Oggi sono uscita di casa dopo sette giorni di isolamento.
Ero in condizioni pietose, con i capelli che se li strizzavi ci riempivi una bottiglia d'olio e la barba di sette giorni.
Per non parlare di occhiaie catastrofiche e terribili cicatrici sul viso.
L'umore non era dei migliori: sfido chiunque a essere vispo e felice dopo sette giorni di segregazione in casa mia.
Infatti mi giravano abbastanza le scatole.
Per non dire che scleravo.
Mi aspettava una bella seduta dalla Psic, e allora mi son dovuta sistemare per riacquisire una parvenza umana.
Talmente umana che l'autista del bus addirittura mi ha salutato [ho visto autisti fare i veri e propri scemi completi con ragazzine dalle lunghe ciglia di cui avrebbero potuto essere i padri]
e una guardia giurata di indiscutibile finezza, quando gli son passata accanto, mi ha squadrato e mi ha detto "Bella.." con dubbia aria da pleibòi.
Non mi son nemmeno girata e ho continuato a camminare per i cassi miei, temendo un po' che si arrabbiasse perché ero rimasta impassibile e mi corresse dietro col collega per picchiarmi.
Cioè, una che je deve di' a 'sta gente?
"Grazie, ma temo che Le servano un paio di fondi di bottiglia alla Filini"
"Grazie, Lei invece è inguardabile"
Oppure
"Ehi, bbbello, ti aspetto stasera a casa mia", con fare ammiccante e fondoschiena ondeggiante.
Ma passiamo oltre.
La mia Psic l'ho dovuta buttar giù dall'amaca per darmi un'oretta di udienza.
Infatti era in vacanza.
Le ho raccontato tutte le mie peripezàie degli ultimi giorni, dal mio ritorno alla vita da incensurata, al mio romantico soggiorno là, sui monti con Annette,
al fastidioso effetto indesiderato cui ormai avevo dichiarato guerra.
E, miracolo!, ha detto che O si cambiava molecola - ma al 99% avrei avuto lo stesso effetto indesiderato che mi affliggeva;
O si cambiava famiglia di molecole, ma quelle menzionate erano più degli antideprexivi, mentre io ho bisogno di roba per l'ansia (ehi ehi ehi! ho sempre creduto di essere depressa, e ora scopro che non lo sono!);
O si sospendeva la paroxetàina, tenendo solo le goccioline di altro farmaco per l'ansia.
Non credevo alle mie orecchie.
Sospendere la paroxetaina!
Yu-huuuu!!
Abbiamo dunque riveduto e corretto la terapia e vedremo come andrà.
Temevo altresì, in questi ultimi giorni,
di dovermi recare, questo uicchènd, all'Annuale Visita-ai-parenti-semisconosciuti in Terra Virgiliana,
che si tiene ogni anno a Ferragosto, a cui debbo partecipare per forza (molto fantozzianamente), e da cui torno sempre col morale sotto gli pneumatici.
Per l'appunto la parte sana di mente degli avventori del forum dove ho conosciuto il mio Ragazzo,
avrebbi organizzato una gita per questo stesso fine settimana, cosa potenzialmente più allettante di un desolato tour di parenti che pensano sempre che io sia mia sorella maggiore (perché la mia esistenza non la contemplano).
La Psic era dell'idea che, a 24 anni suonati, potendo scegliere fra due giorni di mutismo coi parenti e due giorni di pucciosità con colui che mi sopporta,
io non potessi esimermi dallo scegliere la seconda opzione.
Ma temevo che mio padre mi scannasse.
Inoltre, i nostri gattucci resterebbero DUE GIORNI (48 ore!) senza esseri dotati di pollice opponibile e capaci di aprire una scatoletta di Gourmet (ebbene sì: i miei gatti mangiano solo Gourmet al pesce dell'oceano... e si sente!! - certe fiatate..).
Beh, pazienza.
Tanto, anche se stessero con me, non mangerebbero ugualmente.
L'importante è che non si scannino fra di loro e che il Gattobianco non cada in depressione per l'assenza del Father (il suo umano preferito).
Ho dunque detto ai miei che avevo in programma questa gita,
e loro hanno accolto la notizia con aria serafica.
Sì, poi GIURO che mi metto sotto a studiare!!
Ma ora datemi questi due giorni con il mio Puccy :3
(di cui abbiamo svariate diapositive, ma che non posterò perché non voglio donnette sbavanti su questo Blog)
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giovedì 12 agosto 2010
Alti e bassi e alti e alti
lo scrisse
Mata Haro
e parlò di:
Gatti,
l'amour,
psic,
tentativi di riflessione
lunedì 9 agosto 2010
Amore e paroxetàina
Sono una donna, non sono una santa.
Hm.
Beh, essendo donna (o tonna) ho anch'io il diritto di farmi una vita sentimentale.
Franz è più piccola di me, ed è ancora nella fase degli amori platonici e dei sogni a occhi aperti e del ragazzo bellissimo con cui ti trovi gomito a gomito all'università, ma che però non sai se sia interessato o meno.
Però ti basta (o ti fai bastare) il fatto di vederlo tutti i giorni, di ricamarci sogni, di andare all'uni con quel pizzico di vitalità che ti è dato dall'adrenalina.
Io, invece, faccio sul serio.
[non che Franz non facci sul serio, eh. E' solo che la fase successiva arriverà fra un paio d'anni. O, almeno, ci piace pensare che a determinate cose si giunga a una determinata età, anche se ormai le tredicenni odierne hanno già baciato, ciulato, svenduto se stesse a mezza città, e financo detto 'Ti amo' da sobrie]
Dicevo, faccio sul serio.
Dopo un fidanzamento naufragato per mancanza di interessi comuni, maturità, empatia, stima reciproca,
finalmente ho trovato il Ragazzo.
Quello con la R maiuscola (e anche moscia, in effetti),
quello che anche se ti alteri poi cominci a pensare alla dolcezza del suo viso, al suo sorriso, ai suoi occhi solo per te, alla sicurezza che ti infonde, al suo bisogno di dolcezza perché anche lui è umano e ha bisogno della tua dolcezza, e allora ti molce il core e torni a essere very puccy :3
Ho divagato?
Forse.
La paroxetina.
Voi tutti sapete (e se non lo sapete, ora lo sapete) che da un po' di mesi convivo con questo simpatico principio attivo che mi circola nel cervello.
Ma questo principio attivo nasconde un'insidia che non sono più disposta a tollerare.
Insidia che non specificherò in questa sede.
Ho deciso così, senza autorizzazione, di scalare la dose. Sperimento le scossette al cervello (che non ho) tipiche della sospensione/riduzione, ma riesco a tollerarle.
Il vero problema è che sclero. E purtroppo sclero anche col mio Ragazzo, il quale è l'ultima persona al mondo a meritarsi una sclerata da parte mia.
Per cui a volte me la prendo per delle cavolate e apparentemente mi raffreddo.
Lui, dal canto suo, con una gorgone come me preferisce evitare scontri e lasciarmi sbollire.
Scleravo anche quando prendevo la paroxetaina a dosaggio pieno, avevo le stesse piccole gelosie, ero polemica allo stesso modo, ho avuto i miei momenti di apparente raffreddamento nei suoi confronti.
Se dovevo essere triste ero triste, e via discorrendo.
Sicché credo che: o il farmaco non ha avuto questo grande effetto risanante sul mio umore o la tendenza all'umore nero è mia caratteristica non sradicabile.
Quindi, se riduco il farmaco o lo interrompo non dovrei essere così diversa da com'ero fino a qualche giorno fa.
Di sicuro, però, la psic, dopo avermi scalpato e picchiato a sangue per aver agito di testa mia, mi convincerà, se proprio voglio dire addio all'odiata paroxetaina, a buttarmi su un altro farmaco.
Che di sicuro avrà su di me il solito effetto indesiderato di cui sto cercando di liberarmi -_-.
Bene. Quello che dovevo dire l'ho detto.
Hm.
Beh, essendo donna (o tonna) ho anch'io il diritto di farmi una vita sentimentale.
Franz è più piccola di me, ed è ancora nella fase degli amori platonici e dei sogni a occhi aperti e del ragazzo bellissimo con cui ti trovi gomito a gomito all'università, ma che però non sai se sia interessato o meno.
Però ti basta (o ti fai bastare) il fatto di vederlo tutti i giorni, di ricamarci sogni, di andare all'uni con quel pizzico di vitalità che ti è dato dall'adrenalina.
Io, invece, faccio sul serio.
[non che Franz non facci sul serio, eh. E' solo che la fase successiva arriverà fra un paio d'anni. O, almeno, ci piace pensare che a determinate cose si giunga a una determinata età, anche se ormai le tredicenni odierne hanno già baciato, ciulato, svenduto se stesse a mezza città, e financo detto 'Ti amo' da sobrie]
Dicevo, faccio sul serio.
Dopo un fidanzamento naufragato per mancanza di interessi comuni, maturità, empatia, stima reciproca,
finalmente ho trovato il Ragazzo.
Quello con la R maiuscola (e anche moscia, in effetti),
quello che anche se ti alteri poi cominci a pensare alla dolcezza del suo viso, al suo sorriso, ai suoi occhi solo per te, alla sicurezza che ti infonde, al suo bisogno di dolcezza perché anche lui è umano e ha bisogno della tua dolcezza, e allora ti molce il core e torni a essere very puccy :3
Ho divagato?
Forse.
La paroxetina.
Voi tutti sapete (e se non lo sapete, ora lo sapete) che da un po' di mesi convivo con questo simpatico principio attivo che mi circola nel cervello.
Ma questo principio attivo nasconde un'insidia che non sono più disposta a tollerare.
Insidia che non specificherò in questa sede.
Ho deciso così, senza autorizzazione, di scalare la dose. Sperimento le scossette al cervello (che non ho) tipiche della sospensione/riduzione, ma riesco a tollerarle.
Il vero problema è che sclero. E purtroppo sclero anche col mio Ragazzo, il quale è l'ultima persona al mondo a meritarsi una sclerata da parte mia.
Per cui a volte me la prendo per delle cavolate e apparentemente mi raffreddo.
Lui, dal canto suo, con una gorgone come me preferisce evitare scontri e lasciarmi sbollire.
Scleravo anche quando prendevo la paroxetaina a dosaggio pieno, avevo le stesse piccole gelosie, ero polemica allo stesso modo, ho avuto i miei momenti di apparente raffreddamento nei suoi confronti.
Se dovevo essere triste ero triste, e via discorrendo.
Sicché credo che: o il farmaco non ha avuto questo grande effetto risanante sul mio umore o la tendenza all'umore nero è mia caratteristica non sradicabile.
Quindi, se riduco il farmaco o lo interrompo non dovrei essere così diversa da com'ero fino a qualche giorno fa.
Di sicuro, però, la psic, dopo avermi scalpato e picchiato a sangue per aver agito di testa mia, mi convincerà, se proprio voglio dire addio all'odiata paroxetaina, a buttarmi su un altro farmaco.
Che di sicuro avrà su di me il solito effetto indesiderato di cui sto cercando di liberarmi -_-.
Bene. Quello che dovevo dire l'ho detto.
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