Ragazzo mio, ce la puoi fare.
Hai cervello e motivazione, devi solo farti prendere dal circolo virtuoso.
:*
Visualizzazione post con etichetta l'amour. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta l'amour. Mostra tutti i post
domenica 29 agosto 2010
Invece mi sembra di più...
lo scrisse
Mata Haro
e parlò di:
l'amour
Stiamo insieme da tre mesi.
Spero di essere una buona compagna, per Te.
Spero di essere una buona compagna, per Te.
♥
sabato 28 agosto 2010
"Pensierini" (come alle elementari)
lo scrisse
Mata Haro
e parlò di:
l'amour,
tentativi di riflessione
I miei genitori non sono delle cime.
Non sono diplomati, tanto meno laureati.
Non hanno una cultura accademica.
Non sono alti e belli e giovani, fin dalle elementari son sempre stata l'unica (o quasi) che veniva prelevata da una mamma che si avviava verso i cinquanta.
Non sono dediti alla vita sociale.
Non sono ordinati.
Non mi hanno fatto crescere in maniera equilibrata.
Non sono il massimo della genitorialità.
Però.
Non mi hanno dirottato al Creatore nonostante non navigassero (e non navighino tuttora) nell'oro.
Non si sono separati nonostante tutti i casini.
Anche se in maniera leggermente goffa, si preoccupano della mia salute psicofisica.
In particolare, il father capisce sempre quando non sono il massimo della non-tristezza.
E capisce il motivo.
Poi sono contenti se io condivido qualcosa.
Se amo qualcuno.
Basta così.
Non sono diplomati, tanto meno laureati.
Non hanno una cultura accademica.
Non sono alti e belli e giovani, fin dalle elementari son sempre stata l'unica (o quasi) che veniva prelevata da una mamma che si avviava verso i cinquanta.
Non sono dediti alla vita sociale.
Non sono ordinati.
Non mi hanno fatto crescere in maniera equilibrata.
Non sono il massimo della genitorialità.
Però.
Non mi hanno dirottato al Creatore nonostante non navigassero (e non navighino tuttora) nell'oro.
Non si sono separati nonostante tutti i casini.
Anche se in maniera leggermente goffa, si preoccupano della mia salute psicofisica.
In particolare, il father capisce sempre quando non sono il massimo della non-tristezza.
E capisce il motivo.
Poi sono contenti se io condivido qualcosa.
Se amo qualcuno.
Basta così.
mercoledì 25 agosto 2010
Philip K. Dick (la K. per cosa sta?)
L'esistenza di Philip Dick l'ho scoperta grazie al mio M. (lo chiamerò così, anzi, inventerò un nome di fantasia, come fanno nei servizi di cronaca: Marco), che, siccome è una persona acculturata e di mente aperta, è riuscito a far sì che io potessi apprezzare qualcosa che apprezza anche lui, senza partire prevenuta come mio solito.
E gli elementi che si stanno introducendo nel mio modestissimo bagaglio cuRturale (diciamo un trolley, ché 'bagaglio' dà troppo l'idea di grandi dimensioni), nel mio trolley cuRturale, dunque, sono:
Non diventerò mai una persona acculturata come lui e come voi, miei piccoli lettori, perché tutta la mia cuRtura è finita con la Maturità, e forse ero convinta che il fatto di fare una facoltà scientifica dovesse portarmi a tagliare i ponti con tutto ciò che era stato il liceo Classico,
E gli elementi che si stanno introducendo nel mio modestissimo bagaglio cuRturale (diciamo un trolley, ché 'bagaglio' dà troppo l'idea di grandi dimensioni), nel mio trolley cuRturale, dunque, sono:
Ora, io non garantisco niente, nel senso che non garantisco di farmi tutti i libri e tutti gli àrbumi, però per adesso Dick si lascia leggere, anche se io sono diventata piuttosto pigra anche nella lettura, e quindi non mi divoro più i libri come un tempo.
Non diventerò mai una persona acculturata come lui e come voi, miei piccoli lettori, perché tutta la mia cuRtura è finita con la Maturità, e forse ero convinta che il fatto di fare una facoltà scientifica dovesse portarmi a tagliare i ponti con tutto ciò che era stato il liceo Classico,
e forse ho smesso di leggere perché volevo confinare gli stimoli mentali a quel quinquennio felice.
Anzi, molto probabilmente è così.
domenica 22 agosto 2010
Love is my therapy
lo scrisse
Mata Haro
e parlò di:
ansia,
l'amour,
paroxetina,
tentativi di riflessione,
viaggi
Da quando sto smettendo con la paroxetina (il che non è così immediato, perché devo fare i conti con irritabilità e sintomi da sospensione, tipo le dannate scosse alla testa e quella sensazione di sbalzo di pressione),
da quando dunque il supporto farmacologico per l'ansia è diminuito, mi sembra di acquisire la consapevolezza che i farmaci non possono essere tutto, nella vita, e che non si può e non si deve campare di essi.
Nella vita c'è di tutto,
c'è la paura, c'è l'ansia, c'è l'umore basso, c'è a volte quella sensazione che il mondo ti crolli addosso, anche per delle cazzate.
Ma sono cose che non devono ostacolare le attività della persona né devono far sì che eviti di fare qualcosa per paura.
Nell'ultimo mese ho fatto delle cose che in altre condizioni non avrei fatto.
Ho fatto un viaggio in treno discretamente lungo per raggiungere my Love ai piedi del Monte Bianco.. Ho attraversato mezza Svizzera, ho dovuto interagire in lingua straniera per poter ottenere ciò di cui avevo bisogno,
non sono stata colta da ansie, sono stata razionale, ho fatto un viaggio in treno con tutta gente straniera, ho attraversato Ginevra in taxi per raggiungere una stazioncina da cui partire per la Savoia, ho dovuto chiedere aiuto perché non sapevo dove rimediare un biglietto (ovviamente in English, mica in francese...je ne parle pas français)...
E così ho raggiunto my Love, con cui ho passato dei giorni incantevoli.
La soluzione all'ansia costante e invivibile è...
amare, essere amati,
cercare di dedicarsi allo studio, in vista di un progetto per il futuro (progetto che ho),
valorizzarsi, fare un minimo di attività fisica...
ma soprattutto essere amati.
Non ricordo bene come fossi e come stessi una decina di mesi fa, prima dell'inizio della terapia...
Però sicuramente sono una persona migliore, pur con tanti difettacci (tipo irascibilità estrema).
da quando dunque il supporto farmacologico per l'ansia è diminuito, mi sembra di acquisire la consapevolezza che i farmaci non possono essere tutto, nella vita, e che non si può e non si deve campare di essi.
Nella vita c'è di tutto,
c'è la paura, c'è l'ansia, c'è l'umore basso, c'è a volte quella sensazione che il mondo ti crolli addosso, anche per delle cazzate.
Ma sono cose che non devono ostacolare le attività della persona né devono far sì che eviti di fare qualcosa per paura.
Nell'ultimo mese ho fatto delle cose che in altre condizioni non avrei fatto.
Ho fatto un viaggio in treno discretamente lungo per raggiungere my Love ai piedi del Monte Bianco.. Ho attraversato mezza Svizzera, ho dovuto interagire in lingua straniera per poter ottenere ciò di cui avevo bisogno,
non sono stata colta da ansie, sono stata razionale, ho fatto un viaggio in treno con tutta gente straniera, ho attraversato Ginevra in taxi per raggiungere una stazioncina da cui partire per la Savoia, ho dovuto chiedere aiuto perché non sapevo dove rimediare un biglietto (ovviamente in English, mica in francese...je ne parle pas français)...
E così ho raggiunto my Love, con cui ho passato dei giorni incantevoli.
La soluzione all'ansia costante e invivibile è...
amare, essere amati,
cercare di dedicarsi allo studio, in vista di un progetto per il futuro (progetto che ho),
valorizzarsi, fare un minimo di attività fisica...
ma soprattutto essere amati.
Non ricordo bene come fossi e come stessi una decina di mesi fa, prima dell'inizio della terapia...
Però sicuramente sono una persona migliore, pur con tanti difettacci (tipo irascibilità estrema).
giovedì 12 agosto 2010
Alti e bassi e alti e alti
lo scrisse
Mata Haro
e parlò di:
Gatti,
l'amour,
psic,
tentativi di riflessione
Oggi sono uscita di casa dopo sette giorni di isolamento.
Ero in condizioni pietose, con i capelli che se li strizzavi ci riempivi una bottiglia d'olio e la barba di sette giorni.
Per non parlare di occhiaie catastrofiche e terribili cicatrici sul viso.
L'umore non era dei migliori: sfido chiunque a essere vispo e felice dopo sette giorni di segregazione in casa mia.
Infatti mi giravano abbastanza le scatole.
Per non dire che scleravo.
Mi aspettava una bella seduta dalla Psic, e allora mi son dovuta sistemare per riacquisire una parvenza umana.
Talmente umana che l'autista del bus addirittura mi ha salutato [ho visto autisti fare i veri e propri scemi completi con ragazzine dalle lunghe ciglia di cui avrebbero potuto essere i padri]
e una guardia giurata di indiscutibile finezza, quando gli son passata accanto, mi ha squadrato e mi ha detto "Bella.." con dubbia aria da pleibòi.
Non mi son nemmeno girata e ho continuato a camminare per i cassi miei, temendo un po' che si arrabbiasse perché ero rimasta impassibile e mi corresse dietro col collega per picchiarmi.
Cioè, una che je deve di' a 'sta gente?
"Grazie, ma temo che Le servano un paio di fondi di bottiglia alla Filini"
"Grazie, Lei invece è inguardabile"
Oppure
"Ehi, bbbello, ti aspetto stasera a casa mia", con fare ammiccante e fondoschiena ondeggiante.
Ma passiamo oltre.
La mia Psic l'ho dovuta buttar giù dall'amaca per darmi un'oretta di udienza.
Infatti era in vacanza.
Le ho raccontato tutte le mie peripezàie degli ultimi giorni, dal mio ritorno alla vita da incensurata, al mio romantico soggiorno là, sui monti con Annette,
al fastidioso effetto indesiderato cui ormai avevo dichiarato guerra.
E, miracolo!, ha detto che O si cambiava molecola - ma al 99% avrei avuto lo stesso effetto indesiderato che mi affliggeva;
O si cambiava famiglia di molecole, ma quelle menzionate erano più degli antideprexivi, mentre io ho bisogno di roba per l'ansia (ehi ehi ehi! ho sempre creduto di essere depressa, e ora scopro che non lo sono!);
O si sospendeva la paroxetàina, tenendo solo le goccioline di altro farmaco per l'ansia.
Non credevo alle mie orecchie.
Sospendere la paroxetaina!
Yu-huuuu!!
Abbiamo dunque riveduto e corretto la terapia e vedremo come andrà.
Temevo altresì, in questi ultimi giorni,
di dovermi recare, questo uicchènd, all'Annuale Visita-ai-parenti-semisconosciuti in Terra Virgiliana,
che si tiene ogni anno a Ferragosto, a cui debbo partecipare per forza (molto fantozzianamente), e da cui torno sempre col morale sotto gli pneumatici.
Per l'appunto la parte sana di mente degli avventori del forum dove ho conosciuto il mio Ragazzo,
avrebbi organizzato una gita per questo stesso fine settimana, cosa potenzialmente più allettante di un desolato tour di parenti che pensano sempre che io sia mia sorella maggiore (perché la mia esistenza non la contemplano).
La Psic era dell'idea che, a 24 anni suonati, potendo scegliere fra due giorni di mutismo coi parenti e due giorni di pucciosità con colui che mi sopporta,
io non potessi esimermi dallo scegliere la seconda opzione.
Ma temevo che mio padre mi scannasse.
Inoltre, i nostri gattucci resterebbero DUE GIORNI (48 ore!) senza esseri dotati di pollice opponibile e capaci di aprire una scatoletta di Gourmet (ebbene sì: i miei gatti mangiano solo Gourmet al pesce dell'oceano... e si sente!! - certe fiatate..).
Beh, pazienza.
Tanto, anche se stessero con me, non mangerebbero ugualmente.
L'importante è che non si scannino fra di loro e che il Gattobianco non cada in depressione per l'assenza del Father (il suo umano preferito).
Ho dunque detto ai miei che avevo in programma questa gita,
e loro hanno accolto la notizia con aria serafica.
Sì, poi GIURO che mi metto sotto a studiare!!
Ma ora datemi questi due giorni con il mio Puccy :3
(di cui abbiamo svariate diapositive, ma che non posterò perché non voglio donnette sbavanti su questo Blog)
Ero in condizioni pietose, con i capelli che se li strizzavi ci riempivi una bottiglia d'olio e la barba di sette giorni.
Per non parlare di occhiaie catastrofiche e terribili cicatrici sul viso.
L'umore non era dei migliori: sfido chiunque a essere vispo e felice dopo sette giorni di segregazione in casa mia.
Infatti mi giravano abbastanza le scatole.
Per non dire che scleravo.
Mi aspettava una bella seduta dalla Psic, e allora mi son dovuta sistemare per riacquisire una parvenza umana.
Talmente umana che l'autista del bus addirittura mi ha salutato [ho visto autisti fare i veri e propri scemi completi con ragazzine dalle lunghe ciglia di cui avrebbero potuto essere i padri]
e una guardia giurata di indiscutibile finezza, quando gli son passata accanto, mi ha squadrato e mi ha detto "Bella.." con dubbia aria da pleibòi.
Non mi son nemmeno girata e ho continuato a camminare per i cassi miei, temendo un po' che si arrabbiasse perché ero rimasta impassibile e mi corresse dietro col collega per picchiarmi.
Cioè, una che je deve di' a 'sta gente?
"Grazie, ma temo che Le servano un paio di fondi di bottiglia alla Filini"
"Grazie, Lei invece è inguardabile"
Oppure
"Ehi, bbbello, ti aspetto stasera a casa mia", con fare ammiccante e fondoschiena ondeggiante.
Ma passiamo oltre.
La mia Psic l'ho dovuta buttar giù dall'amaca per darmi un'oretta di udienza.
Infatti era in vacanza.
Le ho raccontato tutte le mie peripezàie degli ultimi giorni, dal mio ritorno alla vita da incensurata, al mio romantico soggiorno là, sui monti con Annette,
al fastidioso effetto indesiderato cui ormai avevo dichiarato guerra.
E, miracolo!, ha detto che O si cambiava molecola - ma al 99% avrei avuto lo stesso effetto indesiderato che mi affliggeva;
O si cambiava famiglia di molecole, ma quelle menzionate erano più degli antideprexivi, mentre io ho bisogno di roba per l'ansia (ehi ehi ehi! ho sempre creduto di essere depressa, e ora scopro che non lo sono!);
O si sospendeva la paroxetàina, tenendo solo le goccioline di altro farmaco per l'ansia.
Non credevo alle mie orecchie.
Sospendere la paroxetaina!
Yu-huuuu!!
Abbiamo dunque riveduto e corretto la terapia e vedremo come andrà.
Temevo altresì, in questi ultimi giorni,
di dovermi recare, questo uicchènd, all'Annuale Visita-ai-parenti-semisconosciuti in Terra Virgiliana,
che si tiene ogni anno a Ferragosto, a cui debbo partecipare per forza (molto fantozzianamente), e da cui torno sempre col morale sotto gli pneumatici.
Per l'appunto la parte sana di mente degli avventori del forum dove ho conosciuto il mio Ragazzo,
avrebbi organizzato una gita per questo stesso fine settimana, cosa potenzialmente più allettante di un desolato tour di parenti che pensano sempre che io sia mia sorella maggiore (perché la mia esistenza non la contemplano).
La Psic era dell'idea che, a 24 anni suonati, potendo scegliere fra due giorni di mutismo coi parenti e due giorni di pucciosità con colui che mi sopporta,
io non potessi esimermi dallo scegliere la seconda opzione.
Ma temevo che mio padre mi scannasse.
Inoltre, i nostri gattucci resterebbero DUE GIORNI (48 ore!) senza esseri dotati di pollice opponibile e capaci di aprire una scatoletta di Gourmet (ebbene sì: i miei gatti mangiano solo Gourmet al pesce dell'oceano... e si sente!! - certe fiatate..).
Beh, pazienza.
Tanto, anche se stessero con me, non mangerebbero ugualmente.
L'importante è che non si scannino fra di loro e che il Gattobianco non cada in depressione per l'assenza del Father (il suo umano preferito).
Ho dunque detto ai miei che avevo in programma questa gita,
e loro hanno accolto la notizia con aria serafica.
Sì, poi GIURO che mi metto sotto a studiare!!
Ma ora datemi questi due giorni con il mio Puccy :3
(di cui abbiamo svariate diapositive, ma che non posterò perché non voglio donnette sbavanti su questo Blog)
Foto
lo scrisse
Anonimo
e parlò di:
de inutilitate,
Gatti,
l'amour,
photografo
L'estate è morte (aestas nex est).
Di me si dimenticano tutti; a volte io stessa passo davanti a uno specchio e faccio finta di non vedermi, per non dovermi salutare. Però, quella nello specchio mi chiama rumorosamente, sicché devo sopportare mezz'ora di chiacchiericcio sull'università, ovviamente, unico argomento che le appartenga. Se vede che la tira per le lunghe, fingo un appuntamento.
Ma, in realtà, non ho alcun appuntamento. Mai.
[Mi alzo per andare per andare a sgranocchiare qualcosa.
Sapete cosa ammiro dei gatti? Selettività nei tanti input che ricevono.
Potrebbe scatenarsi l'inferno nel salotto dove dormono e rimarrebbero impassibili. Se durante questo io stessi aprendo una busta di wurstel, loro selezionerebbero il rumore e li troveresti di fianco a te a dirigerti meglio il coltello in un batter d'occhi.]
Ma l'acme della tristezza non è ancora raggiunto: i colpi fatali mi verranno inferti al ritorno in facoltà quando sorgerà banalmente spontanea la domanda “Che hai fatto 'ste estate?”. Domanda davvero crudele, data che è porta a una ragazzina pallida come la morte, deperita come la carestia, triste come una canzone di Chevez. Guardami, oh compagno di corsi abbronzato e sorridente: sembro uno zombie depresso che ha sostenuto degli esami di latino: secondo te che ho fatto ad agosto? UNA MAZZA!
Ed è lì che parte la balla.
Quest'anno che potrei dire?
“Amori estivi” (amores aestatis) è stata la mia prima idea. Ma l'ho scartata: non è il caso di farsi ridere dietro.
Comunque non si sa mai che qualcosa accada, sicché ho portato su fb delle foto che mi rivelano. Potrei anche pubblicarne in quei social networks (retes comunitatis) per sfigati single (caelebs malum) che cercano altri sfigati single: sappiamo che in certi posti sei morto se non hai almeno un avatar dove ammicchi oscenamente (cosa che a me non riesce, dato che assumo l'espressione di una a cui le entrata un moscerino nell'occhio).
Ecco le foto.
Di me si dimenticano tutti; a volte io stessa passo davanti a uno specchio e faccio finta di non vedermi, per non dovermi salutare. Però, quella nello specchio mi chiama rumorosamente, sicché devo sopportare mezz'ora di chiacchiericcio sull'università, ovviamente, unico argomento che le appartenga. Se vede che la tira per le lunghe, fingo un appuntamento.
Ma, in realtà, non ho alcun appuntamento. Mai.
[Mi alzo per andare per andare a sgranocchiare qualcosa.
Sapete cosa ammiro dei gatti? Selettività nei tanti input che ricevono.
Potrebbe scatenarsi l'inferno nel salotto dove dormono e rimarrebbero impassibili. Se durante questo io stessi aprendo una busta di wurstel, loro selezionerebbero il rumore e li troveresti di fianco a te a dirigerti meglio il coltello in un batter d'occhi.]
Ma l'acme della tristezza non è ancora raggiunto: i colpi fatali mi verranno inferti al ritorno in facoltà quando sorgerà banalmente spontanea la domanda “Che hai fatto 'ste estate?”. Domanda davvero crudele, data che è porta a una ragazzina pallida come la morte, deperita come la carestia, triste come una canzone di Chevez. Guardami, oh compagno di corsi abbronzato e sorridente: sembro uno zombie depresso che ha sostenuto degli esami di latino: secondo te che ho fatto ad agosto? UNA MAZZA!
Ed è lì che parte la balla.
Quest'anno che potrei dire?
“Amori estivi” (amores aestatis) è stata la mia prima idea. Ma l'ho scartata: non è il caso di farsi ridere dietro.
Comunque non si sa mai che qualcosa accada, sicché ho portato su fb delle foto che mi rivelano. Potrei anche pubblicarne in quei social networks (retes comunitatis) per sfigati single (caelebs malum) che cercano altri sfigati single: sappiamo che in certi posti sei morto se non hai almeno un avatar dove ammicchi oscenamente (cosa che a me non riesce, dato che assumo l'espressione di una a cui le entrata un moscerino nell'occhio).
Ecco le foto.
Qui sembro aver un volto a cono rovesciato. Per gli amanti della geometria estrema.
In quest'altra metto a nudo il mio cattivo gusto per i pantaloni.
Inoltre metto in moto una deriva di feticismo podistico tremenda.
Qua sono venuta quasi bene.
Ma conto di sfondare con quest'altra.
Mi aspetto di fidanzarmi virtualmente entro tre giorni, grazie simili scatti (causa imaginum), con gente dai nick poco raccomandabile tipo maschiolatino48, Matteo23(non è l'età ;D) o ilcoolbuendia.
Comunque sia accetto suggerimenti per le bugie di fine estate.
Comunque sia accetto suggerimenti per le bugie di fine estate.
lunedì 9 agosto 2010
Amore e paroxetàina
Sono una donna, non sono una santa.
Hm.
Beh, essendo donna (o tonna) ho anch'io il diritto di farmi una vita sentimentale.
Franz è più piccola di me, ed è ancora nella fase degli amori platonici e dei sogni a occhi aperti e del ragazzo bellissimo con cui ti trovi gomito a gomito all'università, ma che però non sai se sia interessato o meno.
Però ti basta (o ti fai bastare) il fatto di vederlo tutti i giorni, di ricamarci sogni, di andare all'uni con quel pizzico di vitalità che ti è dato dall'adrenalina.
Io, invece, faccio sul serio.
[non che Franz non facci sul serio, eh. E' solo che la fase successiva arriverà fra un paio d'anni. O, almeno, ci piace pensare che a determinate cose si giunga a una determinata età, anche se ormai le tredicenni odierne hanno già baciato, ciulato, svenduto se stesse a mezza città, e financo detto 'Ti amo' da sobrie]
Dicevo, faccio sul serio.
Dopo un fidanzamento naufragato per mancanza di interessi comuni, maturità, empatia, stima reciproca,
finalmente ho trovato il Ragazzo.
Quello con la R maiuscola (e anche moscia, in effetti),
quello che anche se ti alteri poi cominci a pensare alla dolcezza del suo viso, al suo sorriso, ai suoi occhi solo per te, alla sicurezza che ti infonde, al suo bisogno di dolcezza perché anche lui è umano e ha bisogno della tua dolcezza, e allora ti molce il core e torni a essere very puccy :3
Ho divagato?
Forse.
La paroxetina.
Voi tutti sapete (e se non lo sapete, ora lo sapete) che da un po' di mesi convivo con questo simpatico principio attivo che mi circola nel cervello.
Ma questo principio attivo nasconde un'insidia che non sono più disposta a tollerare.
Insidia che non specificherò in questa sede.
Ho deciso così, senza autorizzazione, di scalare la dose. Sperimento le scossette al cervello (che non ho) tipiche della sospensione/riduzione, ma riesco a tollerarle.
Il vero problema è che sclero. E purtroppo sclero anche col mio Ragazzo, il quale è l'ultima persona al mondo a meritarsi una sclerata da parte mia.
Per cui a volte me la prendo per delle cavolate e apparentemente mi raffreddo.
Lui, dal canto suo, con una gorgone come me preferisce evitare scontri e lasciarmi sbollire.
Scleravo anche quando prendevo la paroxetaina a dosaggio pieno, avevo le stesse piccole gelosie, ero polemica allo stesso modo, ho avuto i miei momenti di apparente raffreddamento nei suoi confronti.
Se dovevo essere triste ero triste, e via discorrendo.
Sicché credo che: o il farmaco non ha avuto questo grande effetto risanante sul mio umore o la tendenza all'umore nero è mia caratteristica non sradicabile.
Quindi, se riduco il farmaco o lo interrompo non dovrei essere così diversa da com'ero fino a qualche giorno fa.
Di sicuro, però, la psic, dopo avermi scalpato e picchiato a sangue per aver agito di testa mia, mi convincerà, se proprio voglio dire addio all'odiata paroxetaina, a buttarmi su un altro farmaco.
Che di sicuro avrà su di me il solito effetto indesiderato di cui sto cercando di liberarmi -_-.
Bene. Quello che dovevo dire l'ho detto.
Hm.
Beh, essendo donna (o tonna) ho anch'io il diritto di farmi una vita sentimentale.
Franz è più piccola di me, ed è ancora nella fase degli amori platonici e dei sogni a occhi aperti e del ragazzo bellissimo con cui ti trovi gomito a gomito all'università, ma che però non sai se sia interessato o meno.
Però ti basta (o ti fai bastare) il fatto di vederlo tutti i giorni, di ricamarci sogni, di andare all'uni con quel pizzico di vitalità che ti è dato dall'adrenalina.
Io, invece, faccio sul serio.
[non che Franz non facci sul serio, eh. E' solo che la fase successiva arriverà fra un paio d'anni. O, almeno, ci piace pensare che a determinate cose si giunga a una determinata età, anche se ormai le tredicenni odierne hanno già baciato, ciulato, svenduto se stesse a mezza città, e financo detto 'Ti amo' da sobrie]
Dicevo, faccio sul serio.
Dopo un fidanzamento naufragato per mancanza di interessi comuni, maturità, empatia, stima reciproca,
finalmente ho trovato il Ragazzo.
Quello con la R maiuscola (e anche moscia, in effetti),
quello che anche se ti alteri poi cominci a pensare alla dolcezza del suo viso, al suo sorriso, ai suoi occhi solo per te, alla sicurezza che ti infonde, al suo bisogno di dolcezza perché anche lui è umano e ha bisogno della tua dolcezza, e allora ti molce il core e torni a essere very puccy :3
Ho divagato?
Forse.
La paroxetina.
Voi tutti sapete (e se non lo sapete, ora lo sapete) che da un po' di mesi convivo con questo simpatico principio attivo che mi circola nel cervello.
Ma questo principio attivo nasconde un'insidia che non sono più disposta a tollerare.
Insidia che non specificherò in questa sede.
Ho deciso così, senza autorizzazione, di scalare la dose. Sperimento le scossette al cervello (che non ho) tipiche della sospensione/riduzione, ma riesco a tollerarle.
Il vero problema è che sclero. E purtroppo sclero anche col mio Ragazzo, il quale è l'ultima persona al mondo a meritarsi una sclerata da parte mia.
Per cui a volte me la prendo per delle cavolate e apparentemente mi raffreddo.
Lui, dal canto suo, con una gorgone come me preferisce evitare scontri e lasciarmi sbollire.
Scleravo anche quando prendevo la paroxetaina a dosaggio pieno, avevo le stesse piccole gelosie, ero polemica allo stesso modo, ho avuto i miei momenti di apparente raffreddamento nei suoi confronti.
Se dovevo essere triste ero triste, e via discorrendo.
Sicché credo che: o il farmaco non ha avuto questo grande effetto risanante sul mio umore o la tendenza all'umore nero è mia caratteristica non sradicabile.
Quindi, se riduco il farmaco o lo interrompo non dovrei essere così diversa da com'ero fino a qualche giorno fa.
Di sicuro, però, la psic, dopo avermi scalpato e picchiato a sangue per aver agito di testa mia, mi convincerà, se proprio voglio dire addio all'odiata paroxetaina, a buttarmi su un altro farmaco.
Che di sicuro avrà su di me il solito effetto indesiderato di cui sto cercando di liberarmi -_-.
Bene. Quello che dovevo dire l'ho detto.
Iscriviti a:
Post (Atom)